Populisto

24-08-08

interessante video della cnn

Archiviato in: Diario — Tag:, — populisto @ 23:59

Contrariamente alle aspettative degli oppositori di Barack Obama che con tutta probabilità hanno creduto di vedere nella vicenda del fratello più giovane sublime materiale da detrazione, parole come

I think because he wants to be. I think in life what you want is what you’re supposed to get.

mostrano che invece George Obama non è invidioso né rancoroso e che ha una grande anima e questo, oltre a innalzare il nome della famiglia Obama risultando in un ulteriore beneficio per Barack, è anche un diretto incitamento a proseguire da parte di una persona che è il tipo di persona dalla quale uno vorrebbe sempre ricevere un apprezzamento sincero. Tutto ciò rappresenta una forza per Barack piuttosto che una debolezza.
George Obama non vuole soldi e non vuole sfruttare la sua fama, non così putroppo i suoi vicini di casa, ma è comprensibile, dato che vivono nella miseria e hanno fame.

22-08-08

life second me

Archiviato in: Irrilevanza — Tag:, , — populisto @ 22:47

Google Street View secondo me è a pieno titolo una regina delle web applications.
Oggi sono stato a Coney Island.

Avrò gusti semplici, ma mi sembra un posto bellissimo. Io sono un cittadino e quindi ho un debole per tutte le realtà tranquille, non parliamo poi del mare. Chissà se quelle villette sono residenziali o sono seconde case, come per noi, che so, la casa in Liguria. In quel caso sarebbero quelli con la casa sulla spiaggia a Coney Island, suppongo posizione piuttosto ambita.
La presenza di un Kingsborough Community College mi fa pensare che potrebbe essere una specie di paese più che un sobborgo o un quartiere di periferia. Come Rho, per dire, ma col mare.
Considerato quello che dice la signora di Tottenville, e cioè che “abbiamo molte persone che lavorano a Manhattan, vivono a Tottenville e prendono la metropolitana per andare in città”, e considerate probabilmente le dimensioni di New York, qualcosa di cui probabilmente io faccio fatica a rendermi conto, l’ipotesi è da suffragare.

A me questi posti piacciono un casino, e devo dire, sinceramente, che non mi dispiacerebbe viverci. Penso di essere anch’io catturato dal fascino di Manhattan, e in generale da New York. Pur non essendoci mai stato, ho però conosciuto gente di New York, in particolare gente femmina di New York… Ma penso sia lo spirito della città a catturarmi.
Quelli che ne parlano bene sono molti, uno su tutti Woody Allen. Ho dato una sbirciata anche alla Quinta Strada, dove vive lui, che costeggia Central Park sul lato orientale.

Mia Farrow racconta in What falls away che nella prima fase del fidanzamento con Woody Allen, lei, che essendo un’attrice figlia di attori era il tipo broadwayano, aveva il suo appartamento sul West Side, mentre Woody Allen, che era nato e cresciuto a Brooklin si era stabilito, da adulto, nell’intellettuale East Side, che è praticamente la New York bene. Siccome i due appartamenti erano uno di fronte all’altro, sui due lati di Central Park, si facevano segnali luminosi e si salutavano con il binocolo attraverso il parco.

Dicevo a me piacerebbe vivere in un posto come Coney Island o Tottenville, cioè appena fuori Manhattan e lavorare a Manhattan. Ma anche no. Se ci fosse lavoro lì, oppure facendo quello che vorrei fare, ovvero lavorare nell’IT in proprio, potrei anche non muovermi da casa, vivere sul mare, in un posto tranquillo e allo stesso tempo respirare la grande aria di New York e averla lì a due passi.

Ah, dimenticavo. Le puntate di Friends mi hanno spinto anche a fare un giro al Greenwich Village.

07-08-08

estate è

Archiviato in: Irrilevanza — Tag:, — populisto @ 20:39

Quando c’è la parata dei film insignificanti che però hanno gli attori del circuito dei telefilm. Posologia: guardabile, possibilmente senz’audio per evitare dispiaceri da doppio doppiaggio.

04-08-08

americani scientifici su mente e sonno

Archiviato in: Diario — Tag:, — populisto @ 08:54

Dormici sopra: come poltrire rende intelligenti
Durante il sonno, il cervello si dà all’analisi di dati, dal rafforzamento della memoria alla soluzione di problemi

Questi sono i due paragrafi che ho capito di meno. Infatti sono quelli più speculativi. Il resto dell’articolo è più che altro descrittivo e ciò che descrive è una serie di risultati già raggiunti o di ipotesi già discusse. Ciò è chiaro dallo stile, che fino a questi due paragrafi è piano e non solleva dubbi. Nei due paragrafi, invece, alcune frasi sono composte in maniera così oscura o approssimativa che l’unica spiegazione che riesco a dare per tale improvviso abbandono della linearità è che l’autore dell’articolo, giornalista specializzato o direttamente uno degli studiosi, combatte lui stesso con questo aspetto della spiegazione del quale sta cercando di passare la palla a noi. Evidenzio in grassetto le frasi più ambigue:

But the question remains: Why did we evolve in such a way that certain cognitive functions happen only while we are asleep? Would it not seem to make more sense to have these operations going on in the daytime? Part of the answer might be that the evolutionary pressures for sleep existed long before higher cognitionfunctions such as immune system regulation and efficient energy usage (for instance, hunt in the day and rest at night) are only two of the many reasons it makes sense to sleep on a planet that alternates between light and darkness. And because we already had evolutionary pressure to sleep, the theory goes, the brain evolved to use that time wisely by processing information from the previous day: acquire by day; process by night.

Or it might have been the other way around. Memory processing seems to be the only function of sleep that actually requires an organism to truly sleep—that is, to become unaware of its surroundings and stop processing incoming sensory signals. This unconscious cognition appears to demand the same brain resources used for processing incoming signals when awake. The brain, therefore, might have to shut off external inputs to get this job done. In contrast, although other functions such as immune system regulation might be more readily performed when an organism is inactive, there does not seem to be any reason why the organism would need to lose awareness. Thus, it may be these other functions that have been added to take advantage of the sleep that had already evolved for memory.

Vediamo se riesco a districarle per capir meglio.

Alcune funzioni del cervello che esistevano prima dello svilupparsi di una coscienza di tipo superiore (“higher cognition”):
- regolazione sistema immunitario
- ottimizzazione dispendio energetico (es. cacciare di giorno e riposare di notte)

Secondo il testo, queste due funzioni sono

due delle ragioni principali per cui ha senso dormire su un pianeta dove si alternano giorno e notte.

Infatti, gli uomini sarebbero indotti al sonno in primo luogo dalla “pressione evolutiva”:

abbiamo già avuto una pressione evolutiva al sonno

Ciò significa che siccome l’ambiente naturale, principalmente nella sua forma giorno/notte, aveva già spinto l’organismo umano a dotarsi del sonno per sfruttarlo, a quel punto:

il cervello si è evoluto in modo da usare quel tempo (dedicato al dormire) al meglio … Acquisire di giorno; elaborare di notte.

C’è però una teoria opposta:

Il lavoro che il cervello compie quando è in stato incosciente (“unconscious cognition”) sembra aver bisogno delle stesse risorse cerebrali che si occupano di elaborare i segnali percettivi in ingresso quando si è svegli.

Quindi, dato che

il cervello può aver bisogno di ‘disattivare’ gli impulsi esterni per compiere questa elaborazione della memoria (“memory processing”),

allora

questa elaborazione sembra essere di fatto l’unica funzione che avviene nel sonno, per la quale il sonno è strettamente necessario.
Per contro, anche se sembra che funzioni come la regolazione del sistema immunitario e l’organizzazione del dispendio energetico siano svolte più velocemente quando l’organismo è inattivo, per queste funzioni non sembra essere strettamente necessaria l’inattività.

Quindi, stando a questa versione, il sonno si è evoluto per e solo per e in funzione della memoria (“higher cognition”). Sarebbe solo in seguito che a esso si sono aggiunte (già che esisteva) le altre funzioni.
Questa visione io la chiamerei “memoriocentrica” o “coscienzocentrica”, in quanto decreta che il sonno è nato solo per la necessità di far funzionare gli aspetti più puramente umani e filosofici del cervello. Non, quindi, per far riposare il corpo. Non ci sarebbe, cioè, bisogno di addormentarsi per riposare il corpo e dormire servirebbe solo al cervello.
Con questa visione si spiega a fatica perché allora anche gli animali dormono. Si può però aggirare la difficoltà se si ammette che anche il cervello degli animali svolge alcune funzioni cognitive, anche se non avanzate come quelle dell’uomo.
Inoltre, aggiungerei che specialmente questa teoria nega qualsiasi validità a cose come l’apprendimento subliminale nel sonno o l’ascoltare musica mentre si dorme, forse invenzione più che altro dei ciarlatani.

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