Populisto

04-08-08

americani scientifici su mente e sonno

Archiviato in: Diario — Tag:, — populisto @ 08:54

Dormici sopra: come poltrire rende intelligenti
Durante il sonno, il cervello si dà all’analisi di dati, dal rafforzamento della memoria alla soluzione di problemi

Questi sono i due paragrafi che ho capito di meno. Infatti sono quelli più speculativi. Il resto dell’articolo è più che altro descrittivo e ciò che descrive è una serie di risultati già raggiunti o di ipotesi già discusse. Ciò è chiaro dallo stile, che fino a questi due paragrafi è piano e non solleva dubbi. Nei due paragrafi, invece, alcune frasi sono composte in maniera così oscura o approssimativa che l’unica spiegazione che riesco a dare per tale improvviso abbandono della linearità è che l’autore dell’articolo, giornalista specializzato o direttamente uno degli studiosi, combatte lui stesso con questo aspetto della spiegazione del quale sta cercando di passare la palla a noi. Evidenzio in grassetto le frasi più ambigue:

But the question remains: Why did we evolve in such a way that certain cognitive functions happen only while we are asleep? Would it not seem to make more sense to have these operations going on in the daytime? Part of the answer might be that the evolutionary pressures for sleep existed long before higher cognitionfunctions such as immune system regulation and efficient energy usage (for instance, hunt in the day and rest at night) are only two of the many reasons it makes sense to sleep on a planet that alternates between light and darkness. And because we already had evolutionary pressure to sleep, the theory goes, the brain evolved to use that time wisely by processing information from the previous day: acquire by day; process by night.

Or it might have been the other way around. Memory processing seems to be the only function of sleep that actually requires an organism to truly sleep—that is, to become unaware of its surroundings and stop processing incoming sensory signals. This unconscious cognition appears to demand the same brain resources used for processing incoming signals when awake. The brain, therefore, might have to shut off external inputs to get this job done. In contrast, although other functions such as immune system regulation might be more readily performed when an organism is inactive, there does not seem to be any reason why the organism would need to lose awareness. Thus, it may be these other functions that have been added to take advantage of the sleep that had already evolved for memory.

Vediamo se riesco a districarle per capir meglio.

Alcune funzioni del cervello che esistevano prima dello svilupparsi di una coscienza di tipo superiore (“higher cognition”):
- regolazione sistema immunitario
- ottimizzazione dispendio energetico (es. cacciare di giorno e riposare di notte)

Secondo il testo, queste due funzioni sono

due delle ragioni principali per cui ha senso dormire su un pianeta dove si alternano giorno e notte.

Infatti, gli uomini sarebbero indotti al sonno in primo luogo dalla “pressione evolutiva”:

abbiamo già avuto una pressione evolutiva al sonno

Ciò significa che siccome l’ambiente naturale, principalmente nella sua forma giorno/notte, aveva già spinto l’organismo umano a dotarsi del sonno per sfruttarlo, a quel punto:

il cervello si è evoluto in modo da usare quel tempo (dedicato al dormire) al meglio … Acquisire di giorno; elaborare di notte.

C’è però una teoria opposta:

Il lavoro che il cervello compie quando è in stato incosciente (“unconscious cognition”) sembra aver bisogno delle stesse risorse cerebrali che si occupano di elaborare i segnali percettivi in ingresso quando si è svegli.

Quindi, dato che

il cervello può aver bisogno di ‘disattivare’ gli impulsi esterni per compiere questa elaborazione della memoria (“memory processing”),

allora

questa elaborazione sembra essere di fatto l’unica funzione che avviene nel sonno, per la quale il sonno è strettamente necessario.
Per contro, anche se sembra che funzioni come la regolazione del sistema immunitario e l’organizzazione del dispendio energetico siano svolte più velocemente quando l’organismo è inattivo, per queste funzioni non sembra essere strettamente necessaria l’inattività.

Quindi, stando a questa versione, il sonno si è evoluto per e solo per e in funzione della memoria (“higher cognition”). Sarebbe solo in seguito che a esso si sono aggiunte (già che esisteva) le altre funzioni.
Questa visione io la chiamerei “memoriocentrica” o “coscienzocentrica”, in quanto decreta che il sonno è nato solo per la necessità di far funzionare gli aspetti più puramente umani e filosofici del cervello. Non, quindi, per far riposare il corpo. Non ci sarebbe, cioè, bisogno di addormentarsi per riposare il corpo e dormire servirebbe solo al cervello.
Con questa visione si spiega a fatica perché allora anche gli animali dormono. Si può però aggirare la difficoltà se si ammette che anche il cervello degli animali svolge alcune funzioni cognitive, anche se non avanzate come quelle dell’uomo.
Inoltre, aggiungerei che specialmente questa teoria nega qualsiasi validità a cose come l’apprendimento subliminale nel sonno o l’ascoltare musica mentre si dorme, forse invenzione più che altro dei ciarlatani.

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